Sono Riccardo Cunego, Andrea Biscia, Roberto Mamone e il team della start up YoungPay e sono degli Studenti dell’Università HEC di Lausanne che risponderanno ad alcune nostre domande relative alla Blockchain

 

 

Quale definizione dareste al termine “Blockchain”?

La blockchain (tradotta, “Catena di blocchi”) è un database sicuro e sparso tra milioni di computer, senza una singola autorità che possa controllare, modificare e verificare i dati al suo interno. Nessuno è in caricato di conservare questo database, ma tutti possono contribuire a renderlo più sicuro ed efficace pur non essendo proprietari o dipendenti di una società che faccia capo alla blockchain (la quale, infatti, non esiste). La vera rivoluzione di queste tecnologia è rappresentata dalla possibilità di conservare dati in maniera decentralizzata, trasparente e sicura. Attualmente, i dati personali che inseriamo sul web finiscono con l’essere di proprietà di aziende private. Dalla informazioni personali che consegnano quando apriamo un profilo Facebook, al numero della carta di credito che Google conserva per permetterci di effettuare acquisti più velocemente, alle fotografie che carichiamo sui nostri profili Instagram: tutto diventa proprietà di specifiche società. Con l’utilizzo della blockchain, i nostri dati smetterebbero di essere proprietà di enti privati e inizierebbero ad essere conservati secondo un principio di “portabilità”: ogni individuo diventerebbe proprietario della propria identità e sarebbe libero di concedere parte di essa ai siti ai quali vuole accedere. E parlando di concessione, evidenziamo che noi stessi rimaniamo i proprietari della informazioni consegnate. Un po’ come condividiamo qualcosa con un amico: gli lasciamo l’utilizzo dell’oggetto per il periodo in cui ha necessità e dopo torniamo ad essere interamente ed unicamente proprietari.

La blockchain, inoltre, è la tecnologia sottostante alla cryptovaluta Bitcoin. Per cryptovaluta si intende una valuta (come l’Euro e il Dollaro Americano) basata su una tecnologia (in questo caso, la blockchain) che si dota di ulteriori caratteristiche rispetto ai convenzionali sistemi di transazioni: decentralizzazione, trasparenza, sicurezza. Nonostante la valuta sia alquanto volatile e rischiosa, è importante concentrarsi sulla blockchain per poter meglio apprezzare e comprendere le potenzialità di una così rivoluzionaria tecnologia.

Spiegate la Blockchain ad un bambino…come si potrebbe definire?

I bambini sono una fonte inesauribile di domande poiché scoprendo il mondo per la prima volta si interrogano su tutto ciò che li circonda, senza filtri. Per questo, i loro Perché? Molte volte ci spiazzano: più l’oggetto in questione è complesso, più sarà difficile rispondere in maniera chiara e semplice.

Dunque, per tentare di comprendere in che cosa consista effettivamente la blockchain di cui tanto si sta parlando, si potrebbe immaginare di spiegarla proprio a loro, utilizzando il linguaggio che meglio conoscono: il gioco. La blockchain è una tecnologia rivoluzionaria e per capire come funziona questa catena di blocchi, così letteralmente tradotta dall’inglese, si pensi ad un gruppo di bambini che gioca con i Lego. Ognuno di loro dispone di un mattoncino colorato e iniziano così a costruire una torre, che sarà via via sempre più alta; intanto, ciascuno bambino dovrà controllare che il suo mattoncino sia perfettamente incastrato in quello precedente, altrimenti sarà impossibile proseguire con il gioco. Ecco, la torre che si è formata è paragonabile alla catena, di cui ogni mattoncino costituisce un blocco, mentre i bambini con le loro interazioni creano la rete, all’interno della quale possono scambiarsi informazioni. Se l’insegnante li osservasse, noterebbe la collaborazione dei bambini, i quali hanno creato la torre dandosi fiducia l’un l’altro, senza ricevere ordini dall’esterno.

Inoltre, il loro risultato finale, la torre stessa, si presenterebbe come un insieme di tutte le operazioni che hanno compiuto, senza avere tuttavia possibilità di individuare a quale bambino appartenga ciascun mattoncino. In più, non potrebbe modificarla né togliere
alcun pezzo, altrimenti verrebbe meno l’intera struttura. Queste sono alcune delle caratteristiche che rendono la blockchain rivoluzionaria: la decentralizzazione, la trasparenza, l’anonimato e l’immutabilità.

La blockchain spiegata ad un bambino - VareseNext

Quali sono i consigli che dareste agli aspiranti startuppers che vogliono approcciarsi al ramo FINTECH?

Se sei uno start-upper dovresti sapere già parecchio rispetto al tema. Nel caso in cui le tue passioni siano completamente discordanti rispetto a questo argomento, Vitalic Bulterin è una personalità che può essere presa come riferimento: ha partorito l’idea di Ethereum, una della blockchain più importanti al mondo in questo momento, a soli 19 anni. Una nozione utile da sapere per uno start-upper è quella di ICO (Initial Coin Offering): questo è un metodo di raccolta investimenti, molto simile al Crowdfunding, che consiste nell’acquisto di una determinata moneta nella sua fase embrionale. Obiettivo di questo sistema è dare la possibilità a chiunque di di richiedere investimenti per il proprio progetto a investitori che ripongono fiducia in esso e decidono di finanziarlo. In qualche modo si accosta alle IPO (Initial Public Offering) delle aziende che decidono di quotarsi per la prima volta sui mercati azionari.

Si può definire la Blockchain una tecnologia “etica”

Il concetto di etica può essere associato alla blockchain se pensiamo ad una rivoluzione digitale pronta a spogliarsi di tutto ciò che i mercati finanziari, le multinazionali e la politica hanno da sempre viziato. Il sistema che questa tecnologia ha l’intento di creare si basa su trasparenza, velocità e anonimato; tuttavia, la presenza di quest’ultimo pilastro potrebbe indurre a pratiche illegali che nulla hanno a che vedere con l’etica.
La nostra opinione é che il progetto blockchain abbia un valore etico se implementato in un mondo in cui l’etica guida la condotta degli utenti; nel caso opposto, i grandi vantaggi derivanti da questa tecnologia possono rivelarsi controproducenti o addirittura dannosi per il sistema stesso.

Tutti pensano che la blockchain sia esclusivamente legata alle criptovalute. Siete in grado di smentire il luogo comune?

La blockchain, attualmente, è senza alcun dubbio strettamente correlata alle cryptovalute. Lo scambio di moneta è uno dei principali servizi che si basano su questa tecnologia ed è soprattutto uno dei più sviluppati, motivo per cui é luogo comune che questo sia l’unico scopo per cui la blockchain sia stata inventata. Al di fuori di questo, la tecnologia blockchain sta avendo utilizzi tra i più vari: votazioni, donazioni sicure e trasparenti, possibilità di avere a disposizione in qualsiasi parte del mondo la propria cartella clinica senza dover chiamare prima l’ambasciata e poi attendere le bibliche tempistiche degli ospedali.

“Blockchain Revolution” : sarà davvero così? Ci sarà una frattura storica Avanti Blockchain e Dopo Blockchain o forse il processo sarà più graduale?

Se la blockchain viene anche definita come Nuova Internet è sicuramente per la sua portata rivoluzionaria. Spesso si abusa del termine “rivoluzione”, ma se da definizione lo si intende come un mutamento così radicale da sconvolgere un determinato assetto sociale e/o politico, allora è innegabile che Internet sia stata una vera e propria rivoluzione, tanto che è possibile individuare chiaramente un’era pre-digitale e una post-digitale. Tuttavia, cos’è che ci autorizza a definire oggi la blockchain una rivoluzione? Con l’avvento di Internet è stato possibile gestire in maniera digitale una vastissima quantità di dati, informazioni, transazioni con un passaggio dagli archivi cartacei, ossia i vecchi Libri Mastri, a quelli digitali. Questo processo ha comportato un notevole risparmio di tempo, denaro e spazio ma la logica di archiviazione è rimasta pressoché la stessa: entrambi questi archivi necessitano di qualcuno che li gestisca.

L’aspetto rivoluzionario della blockchain, allora, sta proprio nel risolvere questo punto, ossia, servendosi della digitalizzazione, propone però un cambiamento nella logica di questo meccanismo: la decentralizzazione. Infatti, tra i blocchi che compongono questa catena è possibile compiere delle transazioni, ma affinché una transazione possa essere autorizzata i suoi requisiti vengono preliminarmente controllati dalla rete, e solo allora questa verrà registrata nel blocco in maniera immutabile. La blockchain può essere paragonata allora ad un enorme archivio digitale, che però non necessita di alcun controllo esterno, ed è dunque decentralizzato. Prendendo ad esempio un trasferimento di denaro da A a B, grazie alla blockchain diventerebbe superfluo l’intervento di terzi. Infatti, si creerebbe in rete un nuovo blocco della catena con le informazioni relative a tale passaggio, che verrebbero verificate da tutti gli altri componenti della blockchain; il blocco verrebbe allora aggiunto alla catena. Questo maccanismo è assolutamente sicuro, trasparente, stabile, oltre che conveniente, in quanto non necessità di terzi: ogni transazione verificata è visionabile in ogni momento da tutti i componenti della catena e non può essere modificata. A questo punto, quanto rapidamente la blockchain entrerà stabilmente a far parte delle nostre vite non lo si può predire; certamente, come esemplifica la Curva S dello studioso Rogers, come ogni innovazione subirà un processo molto lungo che porterà da una lenta ad una rapida adozione fino ad un livellamento. Se però la blockchain diventerà veramente la Nuova Internet allora noi stiamo vivendo nel pre-blockchain e chissà quali scenari inimmaginabili ci sta riservando il post-blockchain.

Consigliereste ad un ragazzo appassionato al tema di investire il suo tempo e le sue energie sul progetto

Sicuramente il mondo blockchain è un settore valido e con estreme potenzialità, ma anche nuovo e per la maggior parte inesplorato. Dunque, se da una parte impegnarsi in un progetto che abbia a che fare con la blockchain è stimolante, dall’altra bisogna sempre essere consci delle difficoltà che esso comporta. E nonostante i dati non siano favorevoli per le startup, dal momento che si calcola che il 99.9% di loro è destinato a fallire, resta la speranza, l’impegno e la dedizione di entrare a far parte di quell’esiguo e fortunato 0.1%.

A cura di :

YoungPay Team, start-up fondata da un gruppo di studenti di informatica presso l’incubatore del Politecnico di Torino I3P

Riccardo Cunego, 24 anni, Studente presso HEC Lausanne, Master in Finance.

Andrea Biscia, 22 anni. Studente presso HEC Lausanne, Master in Finance.

Roberto Mamone, 22 anni, Studente presso HEC Lausanne, Master in Finance

 

 


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