Oggi la nostra rubrica “I consigli dell’esperto” dedica il suo spazio a Marco Berini, director di FINLEAP

1)   Quando è nata Finleap? Da dove è nata l’idea’ E di cosa si occupa?

FinLeap è nata a Berlino nel 2014 e venne fondata dopo il successo di HitFox Group che ha messo in pratica e consolidato il concetto di company building nel settore del adtech. A seguito del successo di HitFox, il fondatore Jan Beckers insieme a Ramin Niroumand, esperto di innovazione bancaria, hanno ricreato il medesimo modello per il settore FinTech, facendo nascere così FinLeap, che oggi conta più di 500 dipendenti.

FinLeap è, quindi, diventata una vera e propria costruttrice di startup dedicata ai mondi FinTech e Insurtech. A differenza di incubatori e acceleratori, si occupa di ideare, investire e costruire società fino a farle diventare aziende autonome con un proprio conto economico e responsabilità manageriale. Questo significa che il procedimento per la formazione delle startup, dalla generazione dell’idea iniziale fino allo sviluppo del prodotto viene eseguito internamente. In tre anni FinLeap ha creato un vero e proprio ecosistema fintech e, ad oggi, ha lanciato 13 società che si occupano di offrire soluzioni digitali per il settore bancario e assicurativo. La ricetta vincente che ha consentito una crescita significativa è l’unione di solide esperienze imprenditoriali, forti competenze finanziarie e grandi capacità tecniche.


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Il successo di FinLeap è stato riconosciuto a livello internazionale, e confermato da grandi investitori Europei ed Asiatici. Recentemente FinLeap ha aperto la prima sede estera, a Milano, con lo scopo di costituire un polo tecnico, distribuire commercialmente le nostre ventures esistenti nel mercato, e ricreare il concetto di company building sul territorio italiano.

2)   Lei crede che il mondo del FINTECH possa essere un’area di interesse per i giovani interessati al mondo della finanza?

Fondamentalmente, il FinTech sposa il mondo finanziario con quello tecnologico e rappresenta le fondamenta di un settore in sviluppo che sta avendo un forte ed inevitabile impatto sul mondo finanziario. Per rimanere al passo con questo sviluppo è essenziale elaborare una familiarità con il FinTech. Il FinTech dovrebbe essere un’area di interesse per tutti i giovani, perché sono i millennials ad aver perso la maggior fiducia nel sistema finanziario, e sono anche coloro che saranno a carico del suo sviluppo in futuro. Il FinTech ha l’abilità di ricostruire un rapporto di fiducia tra l’utente e le istituzioni bancarie perché aumenta la trasparenza e semplifica i procedimenti, due fattori essenziali per una generazione abituata ad avere tutto a portata di un click. Per di più, il FinTech ha il potere di attrarre una vasta gamma di talenti con backgrounds differenti, infatti in FinLeap si possono trovare tecnici, designers, product managers, ex-dirigenti bancari e imprenditori seriali dando l’opportunità a un giovane talento di esplorare percorsi di carriera che prima gli erano ignoti.

3)   Ad oggi  il termine “Blockchain” è considerato una buzzword, ovvero una parola meteora sulla bocca di tutti e, in quanto tale, di moda solo per un breve periodo. Crede che sia così o che la blockchain rappresenti davvero un punto di svolta e una grande possibilità di innovazione?

Attualmente la blockchain è molto nota perché è la base tecnologica sulla quale funzionano le cryptovalute. Infatti queste rappresentano la prima implementazione pratica della tecnologia. La blockchain, però, può spingersi ben oltre le cryptovalute. Infatti, questo distributed ledger permette di mettere in contatto tutti i partecipanti di un network in modo diretto e sicuro, può portare alla disintermediazione di molteplici terze parti e quindi può avere un forte impatto su diversi ambiti. Il settore dei pagamenti, il settore assicurativo, l’internet of things, l’economia del sharing e la supply chain finance sono pochi esempi di settori che possono essere migliorati e disintermediati dalla blockchain. In breve, la blockchain è forse la tecnologia con più potenziale dirompente di oggi e rappresenta un vero punto di svolta e una grande possibilità di innovazione.

4)   Alla luce della sua esperienza, quali sono i consigli che darebbe ai giovani startupper affascinati dall’universo FINTECH?

Durante la mia carriera ho avuto numerose opportunità di entrare in contatto con startup e imprenditori nel settore FinTech e sono stato testimone di tanti successi e ancor di più fallimenti. Il consiglio che darei agli startupper FinTech di oggi è di evitare di giocare da soli, specialmente su modelli B2C. Trovate persone di esperienza che vi seguano, una banca partner, un investitore che apporti valore industriale, non solo finanziario. A differenza di altri settori, il FinTech è molto complesso, richiede capitali importanti ed uno sforzo enorme per fare volumi significativi. E aggiungerei di tenere alla larga dal team persone con più “ego” che talento od esperienza. Questi personaggi solitamente sono degli ottimi creatori… di disastri.

5)   Qual è la conquista professionale di cui va più fiero?

Vado fiero del fatto che la mia ultima esperienza professionale è sempre stata più entusiasmante della precedente, in un continuo crescendo. Quindi direi che la conquista professionale di cui vado più fiero sarà la prossima ;).

6)   Quali saranno secondo lei i trends del 2018 in ambito FINTECH più interessanti per un giovane interessato al  mondo della finanza e tecnologia?

La tecnologia blockchain in primis dovrebbe essere sul radar di qualsiasi giovane interessato al mondo della finanza. Per di più il tema di contestual insurance, regtech, IoT e distributed ledger technology sono tutte iniziative molto interessanti per il futuro. Penso che ci sia ancora molto spazio per sviluppare il mondo del FinTech e quello circostante, personalmente sento che ci sia un forte bisogno per ampliare le offerte bancarie per le PMI dato che attualmente c’è un buco nel mercato e quindi una grande opportunità.

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