Oggi la nostra rubrica “I consigli dell’esperto” dedica una breve intervista a Doris Messina di Gruppo Banca Sella.

Doris Messina, intervista - VareseNext

1) Spesso si sente parlare di fintech: può darmi una definizione precisa e spiegare ai nostri lettori il suo potenziale?
Con il termine Fintech possiamo definire la tecnologia applicata all’intermediazione bancaria e finanziaria. Il Fintech riguarda il settore più innovativo della finanza di oggi e vede un fiorire di iniziative che hanno nel loro modello di business servizi tipici delle banche, ma spesso non sono società in realtà regolate né tanto meno banche. La riduzione delle barriere di accesso alle risorse siano queste tecnologie o capitali, fa sì che piccoli team possano sconvolgere intere industrie e far rivedere interi modelli di business.
Le fintech in genere svolgono in modo eccellente la loro attività, che può essere ad esempio il prestito tra privati o le app per i pagamenti tra privati, e fanno dell’experience dei clienti il loro punto di forza, rispetto all’attività tradizionale delle banche. Ovviamente tutto questo avviene attraverso l’impego delle tecnologie più avanzate che consentono di creare servizi fino a qualche anno fa inimmaginabili per i clienti finali.


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2) Quali sono i nuovi trends per il 2018 in ambito FINTECH a suo parere?
Il 2017 è stato un anno importante per il Fintech e per il 2018 ci si aspetta un’ulteriore crescita del settore, con un aumento degli investimenti. Sia a livello internazionale che a livello del nostro Paese ci aspettiamo che nel corso dell’anno verranno moltiplicate le sinergie tra startup fintech e le banche. A livello globale ci aspettiamo un maggior sviluppo delle Api, anche perché queste cominceranno a giocare un ruolo ancora più importante soprattutto grazie all’entrata in vigore della PSD2, e soprattutto dell’Internet of Things. In Italia, invece, ci aspettiamo di vedere un maggior protagonismo da parte dei soggetti cosiddetti Over The Top con un loro importante ingresso nel settore dei pagamenti e lo sviluppo del settore insurtech

3) Che cosa ne pensa dei bitcoin?
I bitcoin, così come tutte le cryptocurrencies, sono strumenti innovativi che hanno determinato un fenomeno oramai mondiale, che non si può e non si deve ignorare.
Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un boom di interesse per le criptomonete da parte, non solo di “geek” e appassionati, ma anche di investitori più tradizionali complice anche i forti rialzi che sono avvenuti a fine 2017. I ribassi degli ultimi giorni rendono molto evidente che i bitcoin comportano, come qualsiasi strumento di investimento ad alto rischio, un’attenzione particolare e la consapevolezza di avere a che fare con investimenti non classici.

4) Quali sono i consigli che si sente di dare ai giovani che si vogliono occupare di fintech? E come dovrebbe approcciarsi un aspirante startupper al mondo della finanza e/o tecnologia?
Occorre, in primis, avere un atteggiamento positivo, essere ottimisti, curiosi, avere passione, non stancarsi mai di studiare e di imparare cose nuove. Quello che chiamiamo talento e che è essenziale, però, non sempre è innato, ma spesso nasce da un duro lavoro. Altrettanto importante è viaggiare, esplorare, conoscere, essere aperti . Quello del fintech è un mondo nuovo, tutto da inventare. Serve creatività, che è frutto di molto lavoro di ricerca ed esplorazione consapevole, e saper lavorare in team, interconnettersi, scambiare idee e coltivare i networks.

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