Oggi la nostra rubrica “I consigli dell’esperto” offre uno spazio d’informazione virtuale sul mondo della ricerca universitaria.  Il professor Giancarlo Giudici, un vero e proprio luminare nel ramo FINTECH, racconta la sua esperienza professionale rispondendo a qualche nostra domanda.

Giancarlo Giudici - VareseNext

  • Qual è il suo titolo di studi e quale materia insegna?

 

Laureato in Ingegneria Gestionale, PhD (dottorato) in Ingegneria Gestionale, attualmente professore associato di Corporate Finance presso la School of Management del Politecnico di Milano

 


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  • In relazione alla sua materia di insegnamento, come si inserisce la tematica FINTECH?

 

La tematica fintech sta diventando sempre più importante, in un vasto ambito di discipline, che riguardano sia l’asset management (si pensi al robo-advisory e al big data management), sia l’attività bancaria e assicurativa (ambiti in cui la tecnologia avanzata può supportare le fasi di attribuzione del rating ad un cliente, nonché l’offerta di prodotti e servizi innovativi), sia la gestione dei pagamenti (che oggi possiamo tranquillamente effettuare attraverso uno smartphone), sia la raccolta di capitale (si pensi al fenomeno del crowdfunding e alle initial coin offerings).

 

  • Quali sono gli aspetti più interessanti rilevati dalle tesi che ha avuto modo di curare?

 

L’attività di ricerca accademica è al momento molto vivace nell’ambito del fintech. Presso il Politecnico di Milano sono attivi un Osservatorio sul tema Digital Finance, un Osservatorio sul Crowdinvesting e stiamo collaborando con Consob per la redazione di un quaderno di ricerca che tratterà gli aspetti regolamentari. Inoltre è in corso una ricerca specifica sulle initial coin offerings (ICOs) ovvero sulle operazioni di raccolta di capitale attraverso criptovalute come Bitcoin ed Ethereum promosse su Internet per finanziare progetti imprenditoriali e non solo.

 

  • Quali sono a suo parere i trends per l’anno a venire?

 

Il Fintech conoscerà uno sviluppo significativo nel 2018, sia a livello mondiale sia in Italia, grazie ai consistenti investimenti nel settore. Sono numerose le startup che ogni mese nascono, offrendo servizi innovativi a banche e imprese.

In Italia il crowdinvesting, grazie anche ad alcune novità legislative, continuerà la sua crescita a doppia cifra.

Nel mondo Bitcoin i trend in arrivo saranno spinti dall’introduzione dei microcanali lightning. Questo porterà un livello di sicurezza della privacy mai sperimentato prima su bitcoin, che però potrebbe incentivarne l’uso per motivi illeciti.

Inoltre continueranno a svilupparsi le applicazioni della tecnologia blockchain e in generale dei distributed ledger. Si tratta di tecnologie che consentono una rapida e sicura ‘certificazione’ di transazioni e operazioni finanziarie/commerciali, che attualmente vengono gestite da sistemi centralizzati o da conservatorie pubbliche.

 

  • Che cosa pensa del “fenomeno” bitcoin? Cosa prospetta il futuro?

 

Bitcoin è attualmente una bolla alimentata dall’inesperienza di tutti coloro che si stanno buttando nel mercato, spinti dalla prospettiva di facili guadagni. Nato come strumento alternativo di pagamento rispetto al circuito bancario (e proprio per questo utilizzato anche come sistema di riciclaggio e occultamento di denaro), è diventato nei fatti un investimento, altamente rischioso e volatile, come si è visto negli ultimi mesi. È probabile nel futuro un pesante giro di vite da parte delle autorità in diversi Paesi, che spingeranno per una maggiore trasparenza e garanzia per chi lo utilizza.

 

  • Si sente parlare di blockchain ma pochi sanno spiegarla? Può darci una definizione?

 

Senza entrare nei tecnicismi, la tecnologia blockchain, è un sistema di ‘certificazione’ di un titolo (che può essere una proprietà, un prestito, un affitto, una moneta di scambio) attraverso chiavi criptografiche che si basa sulla registrazione di diverse informazioni in una ‘catena’ temporale che testimonia quando il titolo è nato, come si è modificato nel corso del tempo, chi vanta diritti su quel titolo. Nei sistemi ‘distribuiti’ questa sorta di catena è immutabile in quanto ‘nascosta’ nella rete Internet.

 

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