• Chi è, dove lavora e di cosa si occupa (breve biografia)?

Sono Marco Folcia, consulente da oltre 15 anni nel settore bancario con competenze legate alla business transformation, CRM e sviluppo del business delle carte e dei pagamenti in generale con esperienza maturata in Banche di grandi e medie dimensioni della realtà italiana ed europea.

In ambito pagamenti, ho sviluppato progettualità mirate all’ottimizzazione dei processi operativi anche attraverso l’implementazione di modelli di RPA, all’adeguamento alle normative di settore come PSD, PSD2 e SEPA, alla razionalizzazione dell’intera filiera dei pagamenti nonché allo sviluppo di modelli di business legati all’Open Banking.

A partire dallo scorso anno, insieme ai colleghi del Team italiano, abbiamo potuto sviluppare qui in Italia il Centro di Eccellenza PSD2 a livello EMEA.

Prima di unirmi a PwC, ho già operato nel mondo del management consulting con altre primarie società di consulenza, gestendo le relazioni con i Clienti e progetti di varia complessità sempre in ambito Bancario.

 

  • Che cosa è la PSD2?

La PSD2 è una Direttiva Europea per la regolamentazione dei servizi di pagamento, composta da un corpo normativo primario (la Direttiva appunto, recepita attraverso un decreto Legislativo dal Legislatore italiano) e da un set di Guideline e RTS, emanate con il supporto dell’EBA, volte a disciplinare gli specifici aspetti tecnici di comunicazione, sicurezza, gestione incidenti fraud reporting e così via, nel nuovo scenario competitivo.

La Direttiva europea si configura come un nuovo impianto legislativo innovativo e armonizzato, con l’obiettivo di creare un mercato unico ed integrato dei servizi di pagamento, uniformando le regole per gli istituti bancari e i nuovi player nati con la diffusione del digitale, nonché di rafforzare la sicurezza del sistema e di garantire un elevato livello di concorrenza e trasparenza, a tutto vantaggio dei consumatori.

L’esigenza del Legislatore è nata dalla necessità di regolamentare un sempre più complesso contesto di mercato caratterizzato dalla presenza di nuovi player competitivi e di dirompenti innovazioni digitali, e di armonizzare un quadro regolamentare europeo, tutt’ora frammentato a causa delle differenze di recepimento degli Stati membri.

A livello generale, il mercato dei pagamenti negli ultimi anni è stato caratterizzato da un eccezionale dinamismo. In particolare, l’innovazione tecnologica e la diffusione dei pagamenti non-cash ha portato ad un sempre maggiore utilizzo dei canali digitali, con un trend che non accenna ad arrestarsi. In linea con questa tendenza, anche le esigenze della clientela sono mutate valorizzando sempre maggiormente fattori quali la velocità di esecuzione o la gamma di scelta di canali e servizi, e orientandosi sempre di più verso l’utilizzo di strumenti tecnologici quali tablet, smartphone o wearable anche nel mondo dei pagamenti.

Oltre a tutto ciò, l’aumento di competizione nel mercato causato dall’ingresso di nuovi attori non regolamentati con cui le Banche devono e dovranno confrontarsi – i cosiddetti Third Party Provider (di seguito anche TPP) – è stato un altro fattore che ha spinto il Legislatore ad operare nell’ottica di un’armonizzazione del quadro normativo. Tali player hanno guadagnato quote di mercato attraverso lo sviluppo di nuovi servizi digitali, innovativi e a valore aggiunto per il cliente finale.

La sfida che si è posto il Legislatore con la PSD2, è stata dunque quella di armonizzare il quadro normativo superando le differenze esistenti tra le discipline dei singoli Stati membri e di regolamentare i nuovi player di mercato, riuscendo nel contempo a garantire un incremento di efficienza, una maggiore protezione del consumatore, e ad incentivare l’innovazione e lo sviluppo di nuove soluzioni di pagamento per il cliente finale.

 

  • Che cosa comporta agli operatori?

 

Tra le due principali novità introdotte dalla normativa possiamo citare la regolamentazione delle cd. Terze Parti e l’obbligo, per gli intermediari, di mettere a disposizione degli altri operatori del mercato, i propri dati relativi alle posizioni dei singoli clienti.

L’introduzione della PSD2 contribuisce quindi a ribaltare un paradigma consolidato nel mercato Bancario europeo: le informazioni legate all’operatività transazionale, così come il saldo del conto, saranno accessibili – su esplicita richiesta del cliente – da parte di operatori esterni autorizzati ad operare come payment institution.

La nuova Direttiva mira a disciplinare l’offerta di servizi di pagamento già offerti dai nuovi player di mercato. In questo senso quindi, al fine di regolamentare tali soggetti, interviene la PSD2.

I nuovi servizi disciplinati sono i seguenti:

  • Payment Initiation Service: servizio fornito da un PISP (Payment Initiation Service Provider) che funge da tramite tra il pagatore ed il suo conto di pagamento online, avviando l’operazione di pagamento per conto dell’utente e dietro suo consenso esplicito, a favore di un terzo beneficiario. Dall’altra parte, l’Istituto di radicamento del conto è tenuto a garantire al PISP l’accesso al conto di pagamento online del pagatore;
  • Account Information Service: servizio fornito da un AISP (Account Information Service Provider) e messo a disposizione degli utenti di servizi di pagamento aventi conti di pagamento accessibili online, attraverso cui il cliente può ottenere dietro suo consenso, grazie ad una dashboard integrata, un’informativa completa su tutti i propri conti di pagamento, anche se intrattenuti con molteplici Istituti.
  • Funds Checking: possibilità, offerta ai Prestatori di servizi di pagamento emittenti strumenti di pagamento basati su carta, diversi dall’Istituto di radicamento del conto, di ricevere conferma della disponibilità di fondi a fronte di un’operazione di pagamento richiesta dal pagatore utilizzando detto strumento di pagamento basato su carta.

 

L’ingresso di nuovi competitor diretti delle Banche, rischia dunque di portare alla disintermediazione nella relazione con il cliente; è quindi necessario che i player di mercato si adoperino al più presto a ridefinire il proprio ruolo competitivo, facendo leva sulla loro relazione con i clienti e sulla conoscenza del mercato per offrire servizi e prodotti sempre più innovativi e digitali in risposta alle esigenze più complesse dei clienti.

 

  • Secondo Lei aprirà ad una nuova era del FinTech?

Nello scenario odierno, il confronto competitivo è impostato sulla capacità degli operatori di costruire nuovi modelli di engagement e di relazione con i clienti con l’obiettivo di comprendere al meglio i loro bisogni e indirizzare una gamma di prodotti/servizi sempre più in linea con le loro esigenze.

Le Fintech sono “figlie” di tale contesto competitivo: non hanno necessità di adattarsi al “cambiamento” in quanto trovano proprio in questo la base della loro ascesa nel mercato. Fortemente tecnologiche, digitali e innovative, sono in grado di minimizzare il time to market e offrire ai clienti soluzioni tailorizzate, e con una user experience semplice e accattivante, che rispondono agli emergenti bisogni dei consumatori.

La risposta delle Banche e degli operatori del settore sarà dunque legata alla loro aspirazione a giocare un ruolo nel mercato dei pagamenti e dalle loro capacità di investire in nuove soluzioni di business e tecnologiche.

Gli Istituti, potrebbero raggiungere questo obiettivo anche stabilendo delle partnership/alleanze con le FinTech per far leva sulle loro capacità, il loro knowledge tecnico e la client base favorendo lo sviluppo di nuovi servizi a valore aggiunto e servizi di aggregazione. In alternativa sarà necessario attivarsi a livello tecnologico e commerciale nella declinazione e implementazione di soluzioni sempre più innovative e digitali che incontrino le aspettative dei clienti.

Modelli collaborativi e competitivi tra operatori tradizionali e Fintech sono già operativi.

Gli operatori tradizionali, in base alle proprie capacità tecniche e possibilità economiche/strutturali hanno già pensato o stanno pensando di attivare il modello di business più appropriato con le Fintech, il fine ultimo è sempre la soddisfazione o meglio l’anticipazione dei bisogni del cliente. 

  • Si prospetta un futuro di open banking? Cosa ne pensa al riguardo?

Gli ultimi anni hanno visto il mercato dei pagamenti (ri)-modellarsi sotto la spinta normativa della PSD2 e tecnologica, grazie all’avvento delle Fintech e a nuovi modelli abilitanti di comunicazione e scambio dati, come le API.

Con la PSD2, il regolatore impone l’obbligo alle Banche di esporre dati sulla clientela a Terze Parti autorizzate che possono utilizzare tale patrimonio informativo per la creazione di nuovi servizi innovativi. Inoltre, la facilità di accesso ai dati, tramite interfacce standard (API) consente agli operatori di poter capitalizzarli al meglio e sfruttarli come mezzo per facilitare partnership e creare nuovi business.

L’Open Banking è la risposta a tale scenario competitivo che è tutt’ora in profonda evoluzione e che vede nella PSD2 uno dei fattori abilitanti. Una trasformazione del ruolo della Banca, che si discosta da una pura strategia di prodotto, focalizzandosi sul diventare il perno di un ecosistema dell’innovazione.

Per PwC l’Open Banking è un modello collaborativo tra più players del mercato bancario e non che, utilizzando tecnologie aperte, condividendo conoscenze, ambienti di lavoro, dati e basi di clienti, crea servizi e prodotti per il cliente finale. Questo modello può essere già sperimentato al giorno d’oggi: le banche disposte a cogliere nuove opportunità abilitate dall’Open Banking dovrebbero considerare, a partire da oggi, cinque aspetti principali, i cinque “ingredienti” PwC.

  • Anticipare i bisogni dei consumatori
  • Sviluppare un nuovo modello di servizio aperto, sfruttando la collaborazione con altri attori e dando vita a nuovi ambienti digitali
  • Valutare i nuovi modelli di reddito da adottare e quindi abilitare nuove stream di revenue diverse dalle tradizionali (basate per esempio sull’utilizzo e consumo delle API)
  • Lavorare sulla customer engagement e prestare attenzione ai feedback (non solo in termini di raccolta ma soprattutto nella capacità di reagire e quindi evolvere in una logica do continuos improvement)
  • Rinnovare la cultura organizzativa e adottare modelli di collaborazione volti alla creazione, sperimentazione di idee di servizio innovative

 

  • Pensa che la PSD2 avrà una ripercussione sulla portabilità del conto corrente?

PSD2, Open Banking e API spianano la strada a modelli di collaborazione e comunicazione sempre più agevoli e fluidi che abilitano e facilitano la gestione di processi tradizionali bancari con più agilità e trasparenza per fornire al cliente un servizio efficiente nel più breve tempo possibile.

Anche la portabilità dei conti correnti potrebbe così subirne conseguenze positive per una gestione delle fattispecie sempre più agevole e tempestiva, rispetto ai 12 giorni lavorativi (DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2015, n. 3) previsti ad oggi per l’espletamento della pratica.

Una più facile e agevole comunicazione e scambio di informazioni tra gli operatori potrebbe essere abilitante ad efficientare e velocizzare la gestione delle pratiche legate alla portabilità dei conti correnti.